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Dintorni · Storia

Villa Lomellini Doria Podestà, la villa del Doge

La villa seicentesca che Bartolomeo Bianco progettò per il Doge Giacomo Lomellini, sul litorale di ponente a Genova Pra'. Una tappa per chi ama la storia, da ammirare dall'esterno.

Circa 10 km verso Genova Da vedere dall'esterno
Villa Lomellini Doria Podestà
Villa Lomellini Doria Podestà.

Tra Voltri e Pra', lungo la via che segue la costa del ponente genovese, c'è un edificio che racconta bene come vivevano le grandi famiglie della Repubblica di Genova quando lasciavano la città per le loro residenze sul mare. È Villa Lomellini Doria Podestà, una villa del Seicento che porta nel nome tre famiglie e quasi quattro secoli di storia. Da Arenzano è una delle mete storiche più vicine, sulla strada verso Genova.

Una villa costruita per un Doge

La villa fu costruita a partire dal 1629 su progetto di Bartolomeo Bianco, uno degli architetti più attivi nella Genova del primo Seicento, per Giacomo Lomellini, che era stato Doge della Repubblica negli anni immediatamente precedenti. Bianco lavorò molto in questo tratto di costa: sua è anche la trasformazione della vicina Villa Adorno Piccardo.

Il progetto è interessante perché unisce due anime. Da un lato riprende il modello della villa genovese codificato da Galeazzo Alessi, visibile nella sequenza del piano nobile con scala, loggia aperta e grande salone centrale. Dall'altro conserva elementi da villa fortificata, legati a un'epoca in cui la costa doveva ancora guardarsi dalle incursioni dal mare: piccole garitte di guardia volute dal committente e un'antica torre di avvistamento alle spalle dell'edificio. Sul lato di ponente è addossata una piccola cappella neoclassica.

Dai Doria ai Podestà

Dopo i Lomellini la villa passò alla famiglia Doria e, nell'Ottocento, a Luca Podestà, che acquistò anche la vicina Villa Sauli per riunire le proprietà agricole della zona. Il nome della villa è legato soprattutto a suo figlio, il barone Andrea Podestà, che fu più volte sindaco di Genova nella seconda metà dell'Ottocento.

Come per altre ville del ponente, il paesaggio intorno è cambiato molto. La costruzione della strada litoranea, della ferrovia tra Genova e Ventimiglia e poi del porto di Pra' ha cancellato la scalinata esterna originaria e gli affacci diretti sul mare che un tempo caratterizzavano la villa. Dopo un lungo periodo di abbandono l'edificio è stato ristrutturato e ha ospitato uffici pubblici e iniziative legate al territorio di Pra', a cominciare dal suo basilico.

L'interno della villa non è normalmente aperto alle visite: la tappa consiste nell'osservare la facciata e il contesto dalla strada. Per eventuali aperture straordinarie consulta i canali ufficiali del Comune di Genova.

Come arrivarci e come abbinarla

Pra' si trova a una decina di chilometri da Arenzano, in direzione Genova. In treno si scende alla fermata di Genova Pra', sulla linea costiera che passa anche da Arenzano, con un viaggio di pochi minuti; in auto si può seguire la via Aurelia lungo il mare. La villa si trova al civico 63 di Via Prà, a pochi passi da Villa Adorno Piccardo, che è al civico 62, quindi le due soste si fanno insieme in poco tempo.

Per completare la mezza giornata, Pra' è il quartiere del basilico genovese: il nostro articolo su il pesto genovese e il basilico di Pra' ti racconta perché. E se dopo le ville hai voglia di continuare verso il centro, il centro di Genova è più avanti sulla stessa linea ferroviaria.

Consigli pratici

  • L'interno della villa non è normalmente visitabile: la tappa è per la facciata e il contesto storico.
  • In treno scendi alla fermata di Genova Pra', sulla linea costiera che passa anche da Arenzano.
  • Abbina la visita a Villa Adorno Piccardo, che si trova sulla stessa via a pochi passi.
  • Per aperture straordinarie o iniziative culturali consulta i canali ufficiali del Comune di Genova.